ADSL
La tecnologia ADSL (acronimo dell'inglese Asymmetric Digital Subscriber Line),
facente parte della famiglia di tecnologie denominata DSL, permette l'accesso ad
Internet ad alta velocità (si parla di banda larga o broadband). La velocità di
trasmissione va dai 640 kilobit per secondo (kb/s) in su, a differenza dei modem
tradizionali di tipo dial-up, che consentono velocità massime di 56 kb/s, e
delle linee ISDN che arrivano fino a 128 kb/s (utilizzando doppio canale a 64K).
Con l'ADSL il segnale è codificato in maniera digitale anche nella parte dalla
linea telefonica all'utente ("subscriber line") e la velocità di invio dati è
asimmetrica. Quella in uscita infatti è più bassa, per suddividere meglio la
quantità di informazione a disposizione, tenendo conto che tipicamente per le
utenze private si chiede molta più informazione in ingresso che in uscita.
Peculiarità della tecnologia ADSL è la possibilità di usufruirne senza
dover cambiare i cavi telefonici esistenti e senza dover usare linee separate
per i dati e per le comunicazioni-voce normali: sul doppino telefonico in rame,
è infatti possibile far viaggiare contemporaneamente sia i dati digitali che il
segnale telefonico analogico, grazie alla banda differente usata per i due
segnali: la voce usa infatti le frequenze comprese tra 300 e 3400 Hertz (Hz),
mentre ADSL sfrutta quelle sopra i 4 KHz. Ciò è dovuto al fatto che il doppino
di rame consente frequenze fino a vari megahertz (MHz). Già nei primi anni
settanta lo stesso principio era stato utilizzato per la filodiffusione, il cui
segnale viene inviato usando le frequenze fino ai 15 KHz.
Metà della banda disponibile su un singolo doppino è per il segnale analogico
che serve 700 utenze telefoniche; l'altra metà per utenze ADSL. Il numero di
utenze dipende dal "taglio" di banda richiesto.
Teoricamente, anche il traffico voce può viaggiare alle frequenze ADSL. Questo
comporta un certo spreco di banda, poiché l'ADSL non può funzionare sulle basse
frequenze del doppino, che, senza traffico voce, restano sottoutilizzate.
Un altro dei vantaggi della tecnologia ADSL è la separazione delle bande
dedicate al download e agli upload, a differenza ad esempio del collegamento
mediante protocollo V.90 che essendo molto vicino al limite teorico di un canale
telefonico non permette un sistema duplex alla massima velocità.
L'attivazione del servizio ADSL richiede però
l'applicazione ai dispositivi "standard" (prese di telefoni, fax e modem
analogici) di un opportuno filtro (o splitter) ADSL, che fa sì che a tali
apparati arrivino soltanto le frequenze relative al servizio telefonico di base,
bloccando a monte quelle per la trasmissione dati, che altrimenti possono
generare disturbi e fruscii. Attualmente (2007) i produttori di modem e router
hanno la tendenza a installare un filtro passa-alto ad alto grado (5° o
superiore) direttamente dentro il modem, così facendo tutti gli eventuali rumori
o disturbi causati dal modem nella gamma delle frequenze telefoniche (0 - 4000
Hz) vengono eliminati a monte, evitando che si diffondano nel sistema telefonico
classico permettendo, in alcuni casi, di poter escludere i filtri applicati a
ogni singola presa telefonica presente nell'abitazione.
Si noti che su una linea ISDN non può essere aggiunta la ADSL, perché ci
sarebbero delle frequenze in comune. In questi casi viene aggiunta una nuova
linea telefonica che però non è collegata al servizio di fonia standard. In
Germania, dove lo sviluppo di ISDN era molto elevato, si è invece preferito
chiedere ai costruttori di apparati di sviluppare versioni localizzate che
lasciassero libere le frequenze usate da ISDN.
Attualmente (2007) in Italia le velocità stanno aumentando e le offerte da 4, 6
e più megabit sono comuni, ma stanno diventando sempre più frequenti le offerte
ADSL 2+, a 12, 20 e 24 megabit. Al momento (dicembre 2005) solo Tiscali offre
una larghezza di banda di 24 megabit. La velocità media è a volte sotto il picco
teorico perché la banda è frazionata fra molti utenti. Come accade per l'ADSL2 a
20 megabit, soltanto chi abita in vicinanza della centrale telefonica potrà
godere di questa velocità. Il segnale decade rapidamente e a 5 km di distanza la
velocità di download non supera i 640 kbit/sec.
Il 75% dei contratti sono stipulati con tariffazione a consumo e la durata
commerciale dei suddetti è di un anno dall'attivazione. La tecnologia dei DSLAM
serve per rimodulare il segnale sul doppino in rame, con un costo di circa
15.000 euro a centrale telefonica per la copertura del servizio.
Da notare purtroppo che, malgrado le nuove linee adsl 2+, in Italia ben 10
milioni di persone non possono ancora accedere ad una minima ADSL(1) venti
megabit, perché la copertura adsl, taglia fuori ancora molte zone della penisola
poiché non vengono sfruttate alternative come l'extended adsl o il wi-fi (vedasi
digital divide).
La banda minima garantita (MCR) è a discrezione del provider. Teoricamente ADSL
non ha una velocità minima, massima e un throughput medio, ma un solo parametro
di velocità: nei contratti è infatti indicata una sola velocità, che
propriamente è detta velocità di punta (Peak Cell Rate, PCR). Gli operatori
mettono a disposizione dell'utente un canale con date caratteristiche, quali PCR
e MCR. Eventuali rallentamenti possono essere dovuti a diversi fattori, tra cui
congestione del nodo ATM oppure problemi di banda del nodo (server) remoto a cui
si fanno richieste. Alcuni operatori effettuano overbooking: la somma dei
singoli MCR delle connessioni supera l'MCR del nodo di attestazione. Questo
significa che potrebbero verificarsi delle congestioni a causa dell'elevato
traffico generato contemporaneamente dagli utenti.
Tipicamente, i contratti ADSL non garantiscono la continuità del servizio. In
caso di interruzioni dovute a corti circuiti, allagamenti o atti vandalici nelle
centrali telefoniche, danneggiamento dei cablaggi durante cantieri di lavoro,
l'utente con tariffa flat è tenuto dal contratto a pagare anche per i mesi in
cui l'ADSL non è più disponibile sulla sua linea.
La legge sul servizio universale impone di garantire il servizio voce e una
banda minima di 30 kb/s per le connessioni Internet. Le linee ADSL di Telecom o
le linee di altri operatori attestate in wholesale Telecom hanno una banda
minima garantita di 10 kb/s, che è quella richiesta per il traffico voce, e non
garantisce nemmeno un collegamento Internet in connessione analogica.
In pratica, lo stesso doppino verso la centrale è condiviso da più persone. Ciò
può essere visto come una ripartizione fra più utenti della banda e degli alti
costi di installazione di un doppino, oppure la stessa banda viene rivenduta più
volte a persone diverse. Il canone ADSL è legato all'"affitto" di una porta del
DSLAM in centrale telefonica; se il numero di utenti per porta del DSLAM è
troppo alto, cade la probabilità di creare un collegamento e la velocità della
connessione. Un valore di riferimento è di 10-12 per ogni porta del DSLAM.
Il rallentamento si crea soprattutto nell'ultimo miglio, dalla centrale
telefonica che è il POP di accesso alla casa dell'utente. Il fatto che ADSL è un
mezzo condiviso non è una necessità tecnica, ma una scelta commerciale dei
provider; così come una diversa velocità di upload e download. Tali scelte sono
state dettate da una migliore gestione ed ottimizzazione del traffico.
ADSL e VDSL2
Una ADSL, in quanto asimmetrica (cioè velocità di upload diverse da quelle di
download) è adatta ad esempio al download via web, streaming audio/video, etc;
sono invece penalizzate le applicazioni per la comunicazione (è infatti il caso
del VOIP ) e la condivisione a causa della generale bassa velocità di upload
attualmente (2007) offerta dai vari gestori.
In Francia (vedi [1]) dal 2005, e in Germania (v. [2]) è stata introdotta la
tecnologia VDSL2 che fornisce una velocità simmetrica di 50 megabit/sec sia in
download che in upload.
ADSL con IP statico e privacy
Le connessioni ADSL pongono un problema di privacy, se l'indirizzo IP è
configurato staticamente. In questi casi, poiché l'IP assegnato all'utenza è lo
stesso ad ogni connessione, risulta facile identificare il traffico dati
generato dalla navigazione di questi utenti e associarlo a quello relativo alle
sessioni precedenti. Il numero telefonico e il nominativo del titolare della
linea utilizzata nella connessione restano dati protetti (disponibili solo su
richiesta della magistratura), ma l'indirizzo IP viene registrato nei file di
log di qualunque sito visitato ed è trasmesso continuamente durante qualsiasi
tipo di trasferimento dati. Anche nel caso in cui si scelga di non fare mai uso
esplicito di nome e cognome le informazioni raccolte possono essere aggregate in
base all'indirizzo IP per risalire a informazioni di carattere personale. L'uso
di programmi, come TOR o Privoxy (en), e di trucchi per rendere anonima la
connessione può aiutare a rendere più difficile la tracciatura; tuttavia il
provider che fornisce il servizio di connettività ha sempre potenziale accesso a
tutte le operazioni effettuate. Fatto, quest'ultimo, altrettanto valido per le
tradizionali connessioni dial-up PSTN. |